Indicatore Sintetico di Costo del Conto Corrente: Che Cos’è, Dove si Trova, Come si Calcola e Limiti!

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indicatore sintetico di costo del conto corrente

È obbligatorio da parte delle banche indicare al fine della trasparenza l’indicatore sintetico di costo, che viene denominato anche ISC conto corrente o indice sintetico di costo.

Si tratta di un parametro espresso in euro che, appunto come si desume dal fatto che è riferibile al conto corrente, ha lo scopo di informare e di indicare il costo che in un anno il conto corrente stesso può avere.

Per capire l’importanza dell’ISC indicatore sintetico di costo, bisogna pensare al fatto che oggi esistono numerose offerte da parte delle banche relative ai vari prodotti finanziari rivolti ai clienti.

In particolare, per quanto riguarda i conti correnti, esiste una forte concorrenza fra gli istituti bancari, che propongono spesso dei prodotti molto competitivi soprattutto in termini di costi.

Proprio guardando all’indicatore sintetico di costo di conto corrente, il consumatore ha la possibilità di confrontare le spese relative alla gestione di un conto e di scegliere così il prodotto che più si avvicina alle sue esigenze, anche tenendo conto del budget che ha a disposizione.

Ma vediamo tutti i dettagli sull’indicatore sintetico di costo attraverso una guida che abbiamo preparato su questo argomento.

Che cos’è

L’indicatore sintetico di costo, come abbiamo già specificato, indica in un’unica cifra espressa in euro il costo annuale di un conto corrente.

In realtà questo parametro lo ritroviamo anche per altri prodotti finanziari.

Per esempio esiste l’indicatore sintetico di costo dei costi aggregati e l’indicatore sintetico di costo di fondi pensione.

Precisamente il costo che esprime questo parametro non corrisponde ad una quantificazione esatta, ma si tratta semplicemente di una stima.

Quindi attraverso questo elemento il cliente di una banca si può rendere conto di quanto un conto corrente o un altro prodotto finanziario potrebbe costare nel corso di un anno, calcolando le spese e le varie commissioni.

Dove si trova

L’indicatore sintetico di costo dove si trova?

Dove il consumatore deve guardare per rendersi conto di questa cifra e quindi per valutare le proposte economiche relative ad un prodotto finanziario messo a disposizione da una banca?

Bene, rispondiamo anche a queste domande.

Devi sapere che l’ISC si trova sui fogli informativi che vengono forniti al cliente prima di sottoscrivere un contratto oppure sui documenti di sintesi che ogni anno la banca invia al cliente.

Come si calcola

Andiamo adesso al calcolo dell’indicatore sintetico di costo.

L’indicatore sintetico si riferisce alla somma dei costi fissi e di quelli variabili che sono previsti dal contratto e che sono collegati all’uso di un conto corrente.

Tuttavia dobbiamo specificare che non è sempre facile poter prevedere i costi in maniera personalizzata.

È vero infatti che ogni cliente utilizza il conto corrente in maniera differente.

Alcuni per esempio usano il conto soltanto per l’accredito dello stipendio e per effettuare i prelievi.

Altri preferiscono utilizzare il conto corrente per domiciliare le utenze domestiche e altri ancora lo utilizzano per fare acquisti.

Quindi, considerata la diversa natura di utilizzo del conto, è come se la banca si trovasse a dover fornire un indicatore di costo sintetico differente per ogni consumatore.

Tutto questo non è possibile e implicherebbe la messa in campo di risorse e di tempi davvero imprevedibili.

Ecco perché ci si attiene a quelli che possono essere definiti dei profili standard.

Che cosa sono e quali sono i profili standard

Esistono 7 profili standard che sono stati definiti dalla Banca d’Italia.

Di solito ogni consumatore si può avvicinare ad uno o a due di essi.

Comunque in base alle sue abitudini di utilizzo del conto corrente si può identificare un profilo in particolare fra le tipologie che più si riferiscono all’operatività.

I profili standard, elaborati dalla Banca d’Italia, sono suddivisi in base al tipo di clientela, alle sue abitudini di utilizzo del conto corrente e in base al numero delle operazioni bancarie compiute nel corso di un anno.

Riportiamo i 7 profili stabiliti dalla Banca d’Italia per definire l’indicatore sintetico di costo:

  • clienti giovani con 164 operazioni;
  • clienti con famiglie con 201 operazioni;
  • clienti con famiglie con 228 operazioni;
  • clienti con famiglie con 253 operazioni;
  • clienti pensionati con 124 operazioni;
  • clienti pensionati con 189 operazioni;
  • profilo a consumo con 112 operazioni.

Quali sono i limiti

Ma per quanto riguarda l’indicatore sintetico di costo dobbiamo considerare dei limiti in particolare?

Esistono delle vere e proprie limitazioni con cui dobbiamo fare i conti nel corso del tempo?

In effetti da questo punto di vista dobbiamo dire che per valutare il costo di un conto corrente l’ISC si dimostra un parametro molto utile.

Comunque non si può considerare l’unico elemento che entra in gioco.

Il primo limite è considerato il fatto che questo calcolo tiene conto soltanto di alcune operazioni bancarie.

Tiene conto soltanto delle operazioni disposte dal titolare del conto.

Non vengono considerate, invece, le eventuali operazioni disposte dai cointestatari e inoltre vengono escluse le spese che riguardano i servizi accessori, come per esempio può essere il possesso di una seconda carta di credito.

Devi sapere pure che nel calcolo dell’indicatore sintetico di costo non vengono compresi gli oneri fiscali, gli interessi passivi (come per esempio nel caso di un fido), i costi delle carte di credito revolving, gli interessi attivi e i costi eventualmente collegati con l’andamento dei tassi.

Inoltre c’è un altro limite che bisogna considerare legato all’ISC.

Tieni conto sempre del fatto che questo indicatore è calcolato in base alle ipotesi di Banca d’Italia, ma non sempre queste corrispondono alla realtà dei fatti.

Facciamo un esempio per chiarire ciò che vogliamo dire.

Consideriamo, per esempio, il profilo giovani che prevede 36 acquisti tramite POS nel corso dell’anno.

Si tratta di 3 pagamenti al mese.

Quindi, se un cliente che corrisponde al profilo tipo effettua più di 3 pagamenti POS ogni mese, potrebbe vedersi addebitare un costo superiore.

Di conseguenza in questo caso il costo inizialmente stimato e racchiuso nell’indicatore sintetico di costo non ha corrispondenza con gli addebiti che effettivamente vengono messi in conto.

Per questo motivo, quando comunque si valuta un indicatore sintetico di costo, per rendersi conto se un conto corrente convenga oppure no, si deve fare attenzione a tutte le voci previste, soprattutto riguardo a quelle spese per i servizi e le operazioni che già a priori si sa che si utilizzano con più frequenza nel corso dell’anno.

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