Conto Corrente e Conto Capitale: Differenze!

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Conto corrente e conto capitale: con che cosa abbiamo a che fare quando ci riferiamo a questi termini?

In maniera particolare, per riuscire a saperne di più, dobbiamo riuscire a comprendere che cosa sono gli investimenti in conto capitale.

Soltanto in questo modo possiamo vedere se ci siano delle differenze specifiche con il conto corrente.

Attualmente gli istituti di credito mettono a disposizione molti prodotti, fra i quali è possibile scegliere.

Per orientarsi nel modo più opportuno, leggi la guida che ti proponiamo sull’argomento, su conto corrente e conto capitale.

Cosa trovi nell'articolo:

Cosa sono le spese e gli investimenti in conto capitale

Gli investimenti in conto capitale sono degli strumenti che vengono messi a punto con un preciso obiettivo di aiutare la crescita di un’impresa.

Le spese in conto capitale sono tutti quei costi che incidono sulla funzione del capitale.

In un certo modo gli investimenti in conto capitale si possono intendere come delle forme di incentivo che vengono rivolte alle aziende.

Naturalmente (e questo vale per comprendere la differenza tra conto corrente e conto capitale) le imprese che vogliono beneficiare di questi aiuti devono presentare anche delle garanzie.

Le aziende che ricevono gli aiuti sotto forma di finanziamenti hanno l’obbligo di inserirli nel loro bilancio, sotto la specifica voce che in gergo tecnico corrisponde al nome di proventi straordinari.

Come vengono erogati i fondi di investimento

È sempre bene essere informati su che cosa si intende per fondi di investimento e su quali differenze ci sono tra conto corrente e conto capitale, anche per riuscire a capire come usufruire di questi aiuti.

Nel momento in cui i titolari dell’azienda ricevono il contributo, devono recarsi presso la banca convenzionata per ritirare la somma.

In genere un istituto di credito tende a mettere nelle mani di un’impresa un certo importo valutando più quote annuali, che possono variare di base secondo le finalità per le quali gli aiuti vengono richiesti.

Non è facile ottenere gli incentivi, perché spesso gli istituti di credito applicano su questi finanziamenti dei tassi di interesse molto alti, però sarebbe importante riceverli, perché le imprese così possono aumentare il loro patrimonio e il loro impatto sul mercato.

Come funzionano i finanziamenti in conto capitale

Perché le aziende richiedono quindi i finanziamenti in conto capitale?

Come abbiamo già specificato, molte volte questi aiuti ricevuti dagli istituti di credito possono essere davvero importanti ed utili.

Le motivazioni che spingono le imprese possono essere di vario genere.

A volte ci sono delle passività, che si configurano come delle perdite da colmare.

Altre volte un’azienda può richiedere dei finanziamenti perché è intenzionata a fare degli investimenti mirati nel corso del futuro.

Naturalmente quando c’è un divario troppo ampio tra il passivo e l’attivo della società e quando le voci passive superano di molto le voci attive, si deve porre rimedio a questa situazione.

Una soluzione potrebbe essere proprio quella di aumentare il capitale chiedendo il finanziamento.

Cosa sono i finanziamenti a fondo perduto

Spesso si parla in questo senso, anche nell’ambito della differenza tra conto corrente e conto capitale, di versamenti a fondo perduto.

In realtà c’è una differenza fra finanziamenti in conto capitale e quelli a fondo perduto.

Infatti per quanto riguarda i primi c’è l’obbligo della restituzione da parte della società.

Invece i finanziamenti a fondo perduto non necessariamente devono essere restituiti.

Spesso sono rilasciati dai singoli soci per rimediare a delle perdite aziendali.

I soci intervengono con i loro versamenti a fondo perduto per bilanciare le perdite aziendali.

In questo modo si ha la possibilità di rimediare alle passività, senza coinvolgere soggetti terzi e senza indebitarsi troppo con le banche.

Che differenza c’è tra conto corrente e conto capitale

Ma che differenza c’è tra conto corrente e conto capitale in definitiva?

Tutte le specifiche che abbiamo fatto fino a questo momento con la nostra guida dettagliata ti possono aiutare a capire le differenze che sussistono in questo senso.

Il conto corrente rappresenta oggi un prodotto molto utilizzato per ricevere e inviare denaro.

È uno strumento fondamentale nelle mani di un’azienda, anche per avere consapevolezza e tenere traccia dei movimenti di denaro sia in entrata che in uscita.

Il conto corrente naturalmente è indispensabile se si ha un’azienda anche per analizzare le somme ricevute ed uscite durante un determinato periodo.

Quindi da questo punto di vista è chiara la differenza rispetto al conto capitale, che non si può intendere come nient’altro che il flusso di capitale nell’economia.

Se vogliamo fare un confronto più dettagliato, possiamo dire che la base per il confronto tra conto corrente e conto capitale è costituita dal fatto che il conto corrente è la registrazione dell’esportazione e dell’importazione di prodotti e di trasferimenti di denaro effettuati durante l’anno da un’azienda.

Il conto capitale, di contro, è un conto che registra lo scambio di attività e passività durante l’anno.

In generale la bilancia dei pagamenti in riferimento ad un’impresa non si può intendere altro che come un insieme di elementi che comprendono due flussi principali, costituiti almeno in parte dal conto corrente.

Il conto è sempre molto importante, perché è un indicatore della situazione economica di un’azienda.

Il conto corrente registra tutti gli scambi in un dato periodo, che si riferiscono sempre alle vendite e quindi ai ricavi di un’impresa.

Potremmo definirlo più come una registrazione dei movimenti “interni”.

Il conto capitale, invece, registra dei movimenti che provengono dall’esterno e che comunque sono molto influenti anche quando si tratta di considerare la situazione economica di un’azienda.

Possiamo dire di conseguenza che lo stato di benessere di un’impresa è visibile proprio dal rapporto tra conto corrente e conto capitale, considerando i flussi di passività e di attività che possono esserci a seconda del periodo di riferimento.

È proprio attraverso un’attenta valutazione di questi elementi che si possono determinare le condizioni economiche di un’azienda.

L’analisi deve necessariamente tenere conto non soltanto delle entrate del conto corrente, ma anche di come viene gestito il conto capitale, se veramente si vuole avere un rendiconto completo della situazione in cui versa l’impresa, cercando di capire quali possano essere le prospettive e le potenzialità da sviluppare anche nel futuro.

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